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  • Monica Cadoria
  • Studi in scienze sociali (diritto, sociologia, filosofia, pedagogia, psicologia). Appassionata di letteratura classica, storia e filosofia, logica/matematica e musica. Professionista nella grafica editoriale
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26 giugno 2012 2 26 /06 /giugno /2012 19:02

http://www.golemindispensabile.it/vedimmagine.php?_obj=6030&data=1Una della basi ideologiche del nazismo, il mito della razza ariana, nasce certamente da un grosso equivoco, un’erronea trasposizione sul piano biologico delle famiglie linguistiche di tutti i popoli indoeuropei. Il genocidio perpetrato negli anni trenta-quaranta dal regime hitleriano ebbe come vittime le cosiddette razze “non-ariane” stanziate in Europa. Con questo termine si volevano indicare principalmente gli ebrei e gli zingari, anche se questi gruppi appartengono al ceppo di lingue indoeuropee: la lingua Yiddish parlata dagli ebrei europei appartiene al ceppo delle lingue germaniche e la lingua Romaní degli zingari appartiene al gruppo delle lingue indoarie. La patria originale del popolo indoeuropeo era indicata con l’espressione tedesca “Urheimat proto-indoeuropea”. Secondo la teoria nazista, la razza ariana sarebbe stato un gruppo immaginario discendente biologicamente dal popolo indoeuropeo.

Nel XIX secolo, quando si identificò la famiglia linguistica indoeuropea e vennero studiati i documenti persiani e indiani si arrivò alla conclusione che le popolazioni che parlavano questa lingua si erano autodefiniti, in alcuni testi scari, “Ariani”. La parola “ariano”, per estensione venne usata per riferirsi a tutti i popoli indoeuropei. Dalla linguistica si passò all’etnologia, dichiarando che tutti coloro che parlavano lingue discendenti dall’indoeuropeo (tra cui la maggioranza degli europei) dovevano per forza discendere anche geneticamente da questo popolo. Sempre per estensione tutti gli esseri umani di razza bianca sono stati classificati come discendenti dagli Ariani, con esclusione degli ebrei che, seppur di razza bianca, non sono stati ritenuti dalla politica nazista di “pura razza indogermanica”.

La propaganda nazista, suffragata dagli studi di alcuni scienziati italiani appartenenti all’ideologia fascista, indicava la patria originaria del popolo ariano tra il sud della penisola scandinava e il nord della Germania. Ma studi successivi hanno invece ipotizzato che gli Ariani provenivano proprio in quelle zone dove più tardi sarebbero vissuti quelli che Hitler chiamava gli “impuri slavi”: una regione che si estende dal sud degli Urali fino al Mar Caspio.

http://www.centrosangiorgio.com/occultismo/immagini/razza_ariana.jpg

Per la maggior parte degli archeologi, gli Ariani (chiamati preferibilmente indoeuropei o proto-indoeuropei) discendono da pastori nomadi, i Kurgan, provenienti dalla pianure lungo il corso del Volga dove poi si sarebbero stanziati costruendo città fortificate. In questa zona sono state trovate 20 città con struttura a spirale, risalenti  a 3.500-4.000 anni fa (periodo immediatamente successivo alla costruzione della piramide di Cheope e contemporaneo alla civiltà minoica a Creta). In quest’area, denominata dagli archeologi russi “Terra delle città”, sono stati scoperti oltre 50 siti, il più grande dei quali poteva ospitare 2.500 persone.

Tutte le città erano dotate di strade, cisterne per l’acqua e canali di scarico delle acque, le abitazioni avevano cortili coperti e non mancavano botteghe di artigiani e templi in onore delle divinità. La popolazione non aveva sviluppato forme di scrittura ma parlava la lingua indoeuropea delle origini, la lingua da cui discende gran parte delle lingue europee del giorno d’oggi e parte di quelle asiatiche.

Sarebbe questo popolo, quindi, che si sarebbe sparpagliato sia in Europa occidentale sia in Asia, mescolandosi con i residenti. Questo a smentire la tesi di Jospeh Arthur de Gobineau, che a metà del XIX secolo, nel Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane, definiva la razza ariana come “razza bianca pura”, e del suo discepolo Houston Stewart Chamberlain, che definì la razza ariana come “colei che ha parlato le lingue indoeuropee ed è stata prescelta per essere il più nobile dei popoli”. Insomma, tutti gli europei sono da considerarsi più o meno di razza “bastarda” per l’inevitabile e continua mescolanza con le popolazioni vicine e le ondate migratorie.

In Europa non appartengono al ceppo delle lingue indoeuropee, il basco e le lingue ungaro-finniche (ungherese, lappone, finlandese).

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Published by Monica Cadoria - in Storia e Filosofia
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commenti

Ondamagis 07/03/2012 14:11

un argomento che suscita sempre scalpore. E ne susciterà ancora.

Mara 06/27/2012 19:20

uno dei peggior crimini perpetrato ai danni di esseri umani

Monica Cadoria 06/27/2012 23:42



sono assolutamente d'accordo con te



mediavertigo 06/27/2012 00:01

alla base c'è solo ignoranza.

Monica Cadoria 06/27/2012 01:39



in questo caso direi più interesse che ignoranza



manu 06/26/2012 21:42

d'accordissimo con Laura!!

Laura 06/26/2012 21:06

Avevo studiato qualche cosa alle superiori, ma poco poco; il tuo post è invece fatto molto bene e chiarissimo :-)

Monica Cadoria 06/27/2012 01:39



ma grazie, troppo buona



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