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  • Monica Cadoria
  • Studi in scienze sociali (diritto, sociologia, filosofia, pedagogia, psicologia). Appassionata di letteratura classica, storia e filosofia, logica/matematica e musica. Professionista nella grafica editoriale
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26 gennaio 2012 4 26 /01 /gennaio /2012 19:14

http://amoillario.blog.tiscali.it/files/2006/10/11396b022e3.jpgA parte le fantasiose interpretazioni di alcuni fenomeni naturali e le “bufale” riportate dalla cronaca riguardo a strane piogge di denaro o animali, la natura spesso ci offre fenomeni a volte davvero inspiegabili. È il caso della fonte di Torno, una località in riva al lago di Como. Qui, nel parco della celebre villa pliniana (seconda metà del XVI secolo), si trova una cascata a intermittenza che precipita verso il lago. Lo strano fenomeno era già stato riportato da Plinio il vecchio (da cui il nome della villa) e da Leonardo da Vinci. La cascata, alimentata da una fonte d’acqua sorgiva perenne, è quindi conosciuta come “Fonte pliniana intermittente”. Plinio il vecchio, nella suo trattato Naturalis Historia la descrive come “una fonte copiosa che sempre cresce e cala ogni ora”. Anche Leonardo da Vinci, durante il soggiorno milanese, non mancò di visitare la fonte per carpirne il misterioso funzionamento. Nel Seicento alcuni studiosi, nel tentativo di dare una spiegazione scientifica al fenomeno, ipotizzarono la presenza di un sifone naturale nascosto in una cavità della roccia carsica: quando l’acqua raggiunge all’interno della grotta una certa altezza si scarica verso l’esterno, diminuendo a poco a poco la portata fino alla successiva tracimazione. Ma la spiegazione non convince del tutto gli studiosi moderni, perché la presenza di una bolla d’aria interna avrebbe una funzione di “tappo” nella fase discendente.

http://farm2.static.flickr.com/1174/1288788306_531cab0312.jpgAltrettanto mistero avvolge le grotte di Sa Oche e Su Bentu, collegate con un sifone naturale, nell’altopiano del Supramonte, nella zona centro-orientale della Sardegna. Qui si verifica uno di quegli strani fenomeni classificati come Boni (Boati non identificati), ovvero suoni, fruscii, ronzii, sibili e rimbombi non associati a cause fisiche note. Su Bentu (il vento), emette una varietà di suoni difficilmente spiegabile, che cambia a seconda delle variazioni della sua atmosfera, risuonando in modo diverso a seconda delle condizioni estrene. A completare “la musica delle caverne”, Sa Oche (che significa “la voce”), sembra non gradire il brutto tempo: in presenza di piogge abbondanti e temporali la grotta emette spaventosi boati.

Fenomeni di questo tipo di verificano in tutto il mondo: i più conosciuti sono “le cannonate di Barisal”, suoni simili a tuoni o colpi di cannone che si possono sentire nel delta del Gange quando il mare è calmo. Ronzii e sibili strani sono invece quelli noti come “Sussurri del lago Yellowstone”, suoni simili a quelli di un’arpa che si odono nel famoso parco statunitense, o i suoni naturali che hanno ispirato leggende come quella del “pianto mattutino della Sfinge”, in Egitto, o la “sabbia musicale” di Jebel Nagus, nel Sinai.

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Published by Monica Cadoria - in Natura
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